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Interview with Dr Alexander Mahnke Imprevedibile o probabile?

Solutions: Dr. Mahnke, alla conferenza inglese dei Risk Manager AIRMIC 2018 tenutasi a Londra il “Black Swan”, ovvero il Cigno nero, è stato l’argomento principale. È possibile riconoscere una crescente sensibilizzazione nei confronti dei rischi imprevedibili anche tra i membri di GVNW?

Dr. Alexander Mahnke: Abbiamo svolto il nostro simposio GVNW annuale all’insegna del motto: “azioni certe in tempi incerti”. Il senso alla base è analogo. La definizione inglese della metafora del Cigno nero è, credo, "impact of the highly improbable". Si tratta quindi di qualcosa che non è possibile vedere né immaginare per deduzione logica neppure a una riflessione più attenta. Occuparsi di "Cigni neri" ha pertanto lo svantaggio, da un punto di vista meramente terminologico, di discutere su qualcosa che non conosciamo. Sappiamo solo che POTREBBE succedere qualcosa, ma non sappiamo COSA né quali saranno le conseguenze.

Naturalmente, ha senso riflettere sull’espressione “altamente improbabile”. Tuttavia, non si dovrebbe trascurare di confrontarsi con eventi che possono verificarsi con una certa probabilità. Quindi, prima di occuparsi dei “Cigni neri”, bisognerebbe chiedersi se ci si è occupati a sufficienza del contesto in cui essi si sviluppano. Perché questa è la base per poter gestire in modo professionale gli eventi imprevedibili. Tra queste vi sono, ad esempio, catastrofi naturali come quelle accadute in Giappone o in Indonesia, con ingenti danni imprevisti. Ma anche qui bisogna analizzare se in realtà qualcosa può essere previsto e confrontato con l’esperienza del passato.

Unvorhersehbar oder wahrscheinlich

Solutions: A causa delle catastrofi naturali del 2017 i sinistri assicurati hanno raggiunto livelli estremi pari a circa 143 miliardi di dollari americani. Che ripercussioni ha questo sull’assicurabilità dei rischi parlando ad esempio delle “giga fabbriche” che i gruppi tedeschi hanno in programma in Asia e USA?

Dr. Mahnke: Al giorno d’oggi non c’è praticamente più nessun luogo del mondo in cui, almeno in forma limitata, non sia possibile modellare e quindi anche largamente prevedere i fenomeni meteorologici e le catastrofi naturali ad essi correlate. Naturalmente, la correttezza del calcolo della probabilità che l’evento si manifesti e del livello dei danni a ciò correlato emergerà solo a posteriori. Sappiamo tutti, ovviamente, che questa non è una scienza esatta. Se oggigiorno vengono costruite nuove sedi, ad esempio nella forma delle giga fabbriche di cui si parlava, in paesi in cui non è possibile escludere danni causati da eventi naturali, come forti piogge o addirittura terremoti, è in effetti molto importante essere consapevoli da subito dei rischi che si corrono e sarebbe ideale tenerne conto nell’ambito di una scelta di investimento vincolante. Questo riguarda soprattutto anche l’industria automobilistica e i relativi fornitori. Dati gli attuali intrecci a livello mondiale, eventuali rischi per le catene di fornitura possono comportare danni enormi. Questo vale in particolar modo per le giga fabbriche, dove in futuro a un certo punto non sarà più possibile escludere problemi nel reperire una protezione assicurativa adeguata.

«La consapevolezza del rischio nei contesti delle catastrofi naturali è notevolmente cresciuta!»

Solutions: Percepiamo una crescente sensibilità della grande industria per i rischi di alluvione. Per caso si è modificato il rapporto di rischio o la “Risk Awareness” per i sinistri da incendio/danni causati da eventi naturali?

Dr. A.Mahnke - Interview 3

Dr. Mahnke: Sarebbe sicuramente errato sostenere che il pericolo di grandi danni da incendio e le relative conseguenze sulle catene di fornitura siano calati. Allo stesso tempo è altrettanto vero che i rischi di sinistri provocati da eventi naturali sono cresciuti. Questo vale anche e in particolare per gli stabilimenti di produzione all’estero, che forse verranno costruiti addirittura oltreoceano. Qui è comunque necessario identificare con precisione i rischi dati dai fenomeni naturali regionali e stimare la probabilità che si manifestino. Sì, in base alle mie osservazioni, la consapevolezza del rischio di questi contesti è giustamente cresciuta in modo notevole, soprattutto nella grande industria.

Solutions: Quando si verifica un sinistro ingente è necessario prendere decisioni rapide per tenere sotto controllo i rischi economici cui l’azienda interessata viene esposta. Quali sfide vede qui dal punto di vista della distribuzione dei ruoli tra il livello di alta dirigenza e il Risk Management?

Dr. Mahnke: Nel caso delle grandi aziende che dispongono di esperti in sinistri interni nei propri uffici assicurativi, le decisioni rapide, finalizzate ad allontanare anche ulteriori danni dall’azienda, dovrebbero essere scontate. Per la mia concezione delle cose – e lo dico allo stesso modo anche ai miei colleghi – vale il concetto che in caso di sinistro ci si deve sempre comportare come se non fossimo assicurati. In questo frangente personalmente mi spetta anche la responsabilità nei confronti della mia direzione. Se mi ritrovassi costretto qui ad ammettere di non avere il controllo su tematiche fondamentali come queste, non sarei la persona giusta per la posizione che occupo. Come sempre però, dal mio punto di vista, occuparsi della corretta gestione dei sinistri a livello teorico non è sufficiente. Credo, tuttavia, che nella gestione dei rischi assicurativi, ossia nell’interfaccia tra attività commerciale e coperture assicurative, ci debba essere una comprensione essenzialmente corretta della materia. Ciononostante rimane sempre il dubbio di non trovare sufficiente ascolto in caso di emergenza e di non essere abbastanza incisivi a livello aziendale interno. E se poi si affronta il tema “Black Swan”, ovvero i rischi imprevedibili, è ancora più difficile essere considerati. Perché si tratta di problematiche scomode. Nella funzione di manager del rischio assicurativo aziendale è sicuramente più piacevole quando si può riferire al proprio management:

 «Sono riuscito a negoziare una riduzione del premio!» oppure «Il sinistro di vostra conoscenza è appena stato liquidato». Tuttavia, il vero lavoro consiste anche nel far presenti cose che non si vogliono sentire. Nel caso di decisioni che riguardano investimenti, in particolare se si tratta di grandi progetti, il calcolo è sempre un po’ più positivo, perché si tratta della base su cui si devono raggiungere i successi commerciali. Forse li si dovrebbe valutare in modo più realistico.

Occasionalmente servono anche avvertimenti del tipo: «Ascoltate, costruire una fabbrica oppure installare un oleodotto in questo posto è soggetto ai seguenti rischi naturali. Ne avete tenuto conto nella pianificazione e nei calcoli? Perché non ne discutiamo insieme agli esperti?». Questo peraltro aiuta anche a garantire l’assicurabilità di progetti di questo genere e la credibilità della propria azienda rispetto al mercato assicurativo sul lungo termine.

Solutions: Questo però spesso è il metodo pratico per non farsi amare, vero?

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Dr. Mahnke: Dipende. Per la gran parte si tratta di una nostra "funzione di polizia", quasi una prevenzione dei sinistri a monte. Bisogna anche saperla tollerare. Se, tuttavia, la gestione del rischio acquisisce maggiore importanza all’interno dell’azienda, ciò risulta subito più facile. Si tratta di un punto su cui occorre ancora lavorare molto. Allo stesso tempo, si spiana il terreno per occuparsi dei “Cigni neri”. A lungo termine, tuttavia, il fatto che i progetti interessati in questo modo vengano assicurati al meglio e i sinistri vengano liquidati rapidamente ci dà ragione e questo quanto meno viene notato anche dalla direzione. Ogni ingranaggio deve essere oliato con le giuste informazioni, su cui vanno a radicarsi le corrette argomentazioni.

Sicuramente su questo punto noi che rappresentiamo il mercato possiamo diventare ancora più professionali di oggi.

Solutions: Per le assicurazioni di beni materiali e di responsabilità civile il 98% del mercato assicurativo deve ricorrere ai geodati di ZÜRS come fondamento “oggettivo” per il calcolo del premio. Questo fondamento verrà messo in discussione dai capricci del meteo/dagli eventi degli ultimi tempi?

Dr. Mahnke: Chi in questo frangente si affida esclusivamente ad analisi storiche e valori empirici, dal mio punto di vista corre il forte rischio di sbagliarsi poi nella realtà. E non si colgono così fenomeni molto attuali come i recenti Cigni neri, cioè eventi naturali imprevedibili di enormi proporzioni. Il nostro obiettivo, in ogni caso, è quello di ottenere una copertura assicurativa adeguata a prezzi equi. A tal fine, i rischi devono essere valutati con precisione in ogni singolo caso. Questo rientra anche nella sfera di responsabilità degli assicurati, che per la pianificazione di nuove sedi dovrebbero prendere in considerazione nel dettaglio queste tematiche. Per la mia esperienza personale, sono scettico sul fatto che ci si debba sempre attenere alla valutazione dell’assicuratore e ai calcoli che ne derivano. Questo naturalmente vale anche per quanto riguarda le basi di calcolo adottate dall’assicuratore

Unvorhersehbar oder wahrscheinlichSolutions: I Cigni neri rappresentano l’improbabile, ma questo non deve per forza essere sempre negativo, può anche essere positivo. In tal senso: che "Cigno nero" positivo augura ai membri di GVNW per il futuro?

Dr. Mahnke: Come la maggior parte delle persone che "scansano rischi" per lavoro, in realtà non mi auguro proprio nessuna sorpresa. Ai nostri soci nelle rispettive funzioni auguro che il loro ruolo e le attività da loro svolte continuino a essere percepite come importanti per il raggiungimento dell’obiettivo aziendale. Sarei lieto se il ruolo della gestione del rischio assicurativo in Germania potesse essere ulteriormente rafforzato. Non sarebbe di certo un Cigno nero – ma un fatto estremamente positivo!

Solutions: Dr. Mahnke, grazie di cuore per l’interessante conversazione!

Dal "Cigno nero" alla gestione dei rischi “Black swan” - Il rischio è gestibile?

Taleb, oggi “Distinguished Professor of Risk Engineering” alla New York University, ha una posizione chiara sulle analisi tradizionali del rischio, specialmente nel settore finanziario, e studia l'impatto di eventi altamente improbabili e le loro conseguenze. E oggi? Le tesi principali di Taleb sono ancora attuali undici anni dopo il suo libro sui “Cigni neri”? Veniamo ancora colti di sorpresa da eventi improbabili, impossibili o inaspettati?

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